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Comunicati stampa
09/9/2009
Flotte aziendali in tempo di crisi: emergenza o nuove opportunità?
Il Corporate Vehicle Observatory di Arval, dà una chiave di lettura del mercato delle Flotte Aziendali in tempo di crisi nel Barometro 2009 (ricerca annuale in collaborazione con TNS
Infratest).
La ricerca, condotta nel primo trimestre del 2009, ha evidenziato come il 38% delle grandi aziende dichiari che non cambierà la propria Car Policy a seguito della crisi, mentre solo il 20% l’ha già fatto ed il 28% cambierà in un futuro più lontano.
I dati sembrano mostrare non tanto una mancanza di percezione della crisi quanto piuttosto un certo disorientamento su come far fronte ai cambiamenti in atto.
In generale il potenziale di crescita della flotta stimato per i prossimi 3 anni evidenzia un forte calo, dato che trova conferma nel forte crollo dell’immatricolato aziendale, riscontrato nel primo trimestre 2009.
Intervistate su quali azioni mettere in pratica per far fronte alla crisi, le aziende (soprattutto quelle medio-grandi) hanno mostrato un’attenzione generalizzata al Tco (total cost of ownership della flotta aziendale), con una serie di azioni volte a generare
saving (in testa, ad esempio, la riduzione del consumo di carburante, la voce che più pesa nella gestione della flotta aziendale, la riduzione della dimensione del motore e della
categoria del veicolo).
In sintesi, le principali preoccupazioni dei decision maker di fronte alla crisi sono risultate essere: la pressione sui costi, la ricerca di costi fissi e pianificabili anziché costi variabili e
l’avversione al rischio.
Tutti fattori che si riflettono sulla car policy, sulla scelta del metodo di finanziamento e sulla scelta dei servizi.
La crisi finanziaria sembra aver facilitato il ricorso a formule di gestione in outsourcing del parco auto, che meglio rispondono alla mancanza di liquidità di capitali e rappresentano una buona soluzione di razionalizzazione e ottimizzazione.
Le aziende che ricorrono all’outsourcing, si rivolgono prevalentemente alla formula del Noleggio a Lungo Termine, che meglio risponde a tutte e tre le preoccupazioni evidenziate in precedenza: bisogno di liquidità di capitali (rateizzazione del costo) costi fissi e riduzione del rischio (incarico a un fornitore terzo).
Anche nella scelta dei servizi si nota una grande crescita dei servizi legati alla gestione del veicolo piuttosto che al veicolo stesso (tendenza verso la scelta di un outsourcing estremo che più soddisfa l’esigenza di controllo, saving e attenzione al Tco).
L’attenzione al tema ambientale risulta amplificata dal contesto di crisi, in quanto, molto spesso la scelta green si rivela anche la più economica (riduzione consumo di carburante, riduzione della dimensione del motore, riduzione della categoria del veicolo).
Le buone intenzioni in tema ecologico mostrate dalle aziende negli anni scorsi trovano conferma anche nel periodo di crisi. Le aziende intervistate sembrano aver già adottato misure ecologiche e le loro intenzioni nei prossimi tre anni confermano la direzione intrapresa (con percentuali talora superiori alle medie europee).
Noleggio a lungo termine e leasing si sono rivelate le formule più green, cioé più orientate ad un rinnovamento più frequente del parco circolante (durata media dell’uso dei veicoli).
I decision maker intervistati, sulla predisposizione al green dei loro driver, evidenziano la loro apertura mentale a comportamenti green, dunque la presenza di terreno fertile per mettere in pratica misure di educazione non solo al tema ambientale ma anche ad altre tematiche di CSR (ex sicurezza).


