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Mini Clubman MY 2016: cambia lo stile, ma non lo spirito

Mini Clubman MY 2016: cambia lo stile, ma non lo spirito

Novità auto
Giovedì, Febbraio 25, 2016

in collaborazione con Motorionline

 

La Mini Clubman ha rappresentato una vera rivoluzione all’interno del listino della casa britannica. Con il Model Year 2016, infatti, questa vettura ha perso completamente alcune delle sue caratteristiche peculiari, prima di tutto la bizzarra unica porta posteriore con apertura controvento della precedente generazione. Un male? Non necessariamente, anzi. Quel portellone era stato concepito come una vera e propria soluzione di sicurezza, pensata principalmente per i bambini. Obbligava i più piccoli, infatti, a salire sull’auto unicamente dal lato del marciapiede. Una scelta particolare, soprattutto provenendo da una casa di un Paese con guida a sinistra, dove quindi sono nate delle difficoltà non indifferenti.

Ecco allora che alla luce di tutto questo Mini ha deciso di cambiare. Via la portiera controvento e benvenuta doppia portiera tradizionale. Una scelta che non può non essere apprezzata e che ha trasformato la nuova Clubman nella prima vera “station wagon” (anche se questo termine potrebbe non piacere agli appassionati) del marchio da quando venne rilanciato dal Gruppo BMW. L’aspetto della Mini Clubman è ora decisamente più moderno e razionale, ma ha comunque mantenuto il doppio portellone posteriore per il bagagliaio con apertura ad armadio, tra l’altro elettrica (ma solo in apertura e non in chiusura). Anche questo elemento contribuisce a differenziare la Mini Clubman dal resto delle vetture circolanti, dandole un carattere deciso e originale, ma al tempo stesso fedele alla tradizione del marchio. Le dimensioni della vettura sono aumentate in maniera netta, ma questa è forse la notizia migliore di tutte, in quanto finalmente la comodità della fila posteriore e la capacità del bagagliaio sono assolutamente al livello delle altre auto del segmento (da 360 a ben 1.250 litri di capienza con i sedili abbattuti). Per fare un esempio sempre all’interno di BMW, la nuova Serie 1 è dotata praticamente della stessa capienza e non è tanto più compatta. La lunghezza è aumentata di 27 cm, mentre la larghezza di 9. Grazie al passo da 267 cm i sedili posteriori non sono più comodi solo per i bambini e possono ospitare agilmente anche due adulti (volendo persino tre, ma il tunnel centrale in quel caso potrebbe risultare fastidioso).

Passando all’abitacolo, ormai lo stile più povero delle prime Mini “made in BMW” è scomparso. Abbiamo a che fare con una vettura decisamente all’avanguardia e con allestimenti di livello premium. Lo stile della zona frontale è lo stesso della Mini “classica” e questo significa moderno, accattivante e decisamente unico, con un carattere inconfondibile. Grazie all’inserimento delle tecnologie di infotainment di BMW, la Mini Clubman è decisamente una top class. Come sempre il navigatore è incastonato nel grande oblò centrale, che non riporta più la velocità, ma comunque è decorato da una piacevole luce a LED in grado di cambiare colore in alcuni momenti preimpostati. In generale l’ergonomia dei comandi è decisamente di alto livello e se si può aggiungere anche il tetto panoramico in vetro, allora persino la luminosità della vettura compie un balzo da gigante. Volendo trovare un difetto, si potrebbe citare il montante del portellone del bagagliaio: le due ante, infatti, lo piazzano precisamente al centro del lunotto e questo potrebbe creare qualche problema di visibilità. Nulla, però, a cui non ci si possa abituare in breve tempo.

La dotazione di motori è naturalmente molto ricca e decisamente soddisfacente. Abbiamo a che fare con un 2.000 cc 4 cilindri di produzione BMW, che consente una potenza di base di 102 CV per la versione One (la entry level) e di 136 CV per la Cooper. La Cooper S, top di gamma a benzina, tocca invece i 192 CV. Sono presenti anche tre opzioni a gasolio, partendo dalla One D da 116 CV, passando ai 150 della Cooper D e chiudendo sui 190 CV della Cooper SD.

La guida di questa Mini Clubman ha perso un po’ di quel feeling da go-kart per il quale le vetture della casa inglese sono sempre state famose, sia per l’utilizzo della nuova piattaforma BMW (la medesima di Serie 2 Active Tourer e Grand Tourer) sia per ragioni di mercato; ma resta sempre un’auto in grado di emozionare in maniera netta ed efficace.