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Mini Countryman, l'innovazione è servita

Mini Countryman, l'innovazione è servita

Novità auto
Martedì, Aprile 11, 2017

in collaborazione con Motorionline

La Mini Countryman è da sempre stata un modello molto particolare, anche all’interno della produzione della casa inglese. Già negli anni ’60, quando venne lanciata l’originale, si distinse per il grande spazio a disposizione e per la configurazione particolare sia della carrozzeria che dell’abitacolo. Dopo ben 41 anni, la Countryman tornò nel 2010 con una versione che di fatto segnava il debutto della casa britannica nel mondo dei crossover e ora che ci avviciniamo sempre più al cinquantenario è arrivato il momento di scoprire la seconda generazione di questo SUV compatto.

La nuova Countryman rappresenta un passo avanti notevole rispetto alla prima versione. Nuove linee e dimensioni sottolineano ancor di più quanto questo mezzo sia ufficialmente il crossover della casa, con una forma più squadrata e meno gonfia. La lunghezza generale della vettura è aumentata di 20 cm, garantendo così più spazio sia per i bagagli che per i passeggeri. L’abitacolo è sicuramente la zona della vettura che è stata cambiata maggiormente, prima di tutto con una posizione di guida più alta che consente di avere un controllo maggiore dell’ambiente circostante. Anche per i passeggeri, comunque, ci sono importanti novità, dato che persino il divanetto posteriore è regolabile con un gioco di 13 cm. Lo spazio maggiorato, comunque, diventa particolarmente evidente se si guarda il bagagliaio, che parte da un minimo di 450 litri e tocca un apice di ben 1.390 litri, ovvero un aumento di ben 220 litri rispetto al modello precedente.

Oltre allo spazio, però, è la cura nello stile e nei materiali. La Countryman fa onore al segmento delle compatte premium al quale appartiene (anche in questa veste crossover) con un pacchetto di tecnologia e sellerie di prima qualità, al quale si aggiungono persino delle “chicche” che forse sfociano un po’ nell’eccentricità, ma che sicuramente sapranno trovare degli estimatori. Stiamo parlando di “tocchi” come le luci ambientali a LED e del faretto che proietta a terra il logo Mini quando si apre la portiera. Nulla che davvero abbia un’influenza diretta sulla vettura, ma che alza il valore percepito in maniera esponenziale. 

Dal punto di vista tecnologico la Countryman si dimostra particolarmente ricca: le versioni ALL4 a trazione integrale possono montare il Country Timer, un dispositivo che restituisce all’utente i dati di percorrenza quando si affrontano terreni in offroad e simili. Non mancano però sistemi più classici come il controllo di corsia, dell’angolo cieco, la frenata di emergenza, il cruise control, la regolazione automatica degli abbaglianti, il park assist e naturalmente un sistema di infotainment di prima qualità incastonato all’interno del tradizionale oblò centrale, con uno schermo da 8,8 pollici. 

Chiudiamo con i motori, che promettono di non abbandonare il tradizionale “go-kart feeling” della casa. Avremo sia tre che quattro cilindri con cilindrate da 1.5 e 2.0 litri. Le potenze, invece, oscilleranno tra i 136 e i 192 CV, con una versione da 231 CV che rappresenterà la sempre attesissima John Cooper Works. Novità assoluta, però, anche in questo campo: è infatti in arrivo anche la versione Plug-In Hybrid.