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Guida autonoma o guida assistita? La linea dei 66 km orari

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Uno dei temi più ricorrenti legati alla rivoluzione che sta vivendo il mondo dell’automobile, oltre a quello della propulsione ibrida ed elettrica, è quello della guida autonoma.

Ogni giorno possiamo trovare sui giornali o più ancora facilmente sul web, notizie che preannunciano come imminente la diffusione di macchine che si guideranno da sole.

Abbiamo visto molti costruttori sbizzarrirsi sul tema, presentando anche auto senza volante o a scomparsa, in occasione degli ultimi saloni internazionali. In realtà è in atto un processo di sviluppo che ha creato già oggi, vetture a guida assistita molto evolute. Solo l’ulteriore step condurrà ad avere in un futuro non proprio prossimo, auto a guida autonoma da impiegare soprattutto in aree urbane e lungo tratti prestabiliti. Quest’ultima fase avverrà tra almeno un decennio, difficilmente prima, perché legata allo sviluppo di apposite infrastrutture pubbliche (tra le quali la capillare diffusione della banda larga), al rispetto di tutti gli standard di sicurezza e all’adeguamento della normativa assicurativa. I veicoli utilizzeranno mappe dettagliate costantemente aggiornate, saranno sempre connessi e avranno bisogno di scambiarsi continuamente dati in tempo reale; sulla situazione della viabilità per esempio, per poter viaggiare in maniera corretta. Chiaramente dovranno essere realizzate anche aree di sosta appropriate per questi veicoli, per consentire l’accesso ai passeggeri. Probabilmente il primo utilizzo di guida autonoma si avrà su mezzi condivisi, in modalità car-sharing, non di proprietà.  

Perché questa svolta? Per la sicurezza, dato che sulla carta le auto a guida autonoma ridurranno di quasi il 70% gli incidenti, la cui causa principale resta l'errore umano (per distrazione, errore, eccesso di velocità, guida in stato di ebbrezza). Inoltre per ottimizzare i tempi di percorrenza, decongestionando il traffico.

Un’analisi di AlixPartners valuta i vantaggi derivanti dalla diffusione dei veicoli a guida autonoma, in particolare sul mercato americano, di fatto pioniere e anticipatore delle tendenze rispetto agli altri scenari internazionali. Negli USA consentiranno di ridurre i costi derivanti dagli incidenti dovuti a errori umani (200 miliardi di Euro), di diminuire i consumi e le emissioni inquinanti perché ad alimentazione elettrica o ibrida (50 miliardi di Euro) e di migliorare la produttività evitando i costi connessi al traffico e al parcheggio (75 miliardi di Euro). L’auto a guida autonoma non sarà sulle strade prima del 2020 (dato molto ottimistico) e la sua diffusione potrà creare oltre 20 miliardi di dollari di ricavi per il comparto industriale di sensori, software e informatica.

A onor del vero - aggiungiamo noi - il traffico spesso è stato ingolfato dagli amministratori pubblici che non hanno saputo ammodernare la viabilità in rapporto al maggior numero di vetture circolanti; anzi, nei centri urbani hanno eliminato parcheggi, ridotto la larghezza delle corsie, imposto rotonde spesso inutili o sensi unici sbagliati, che anziché snellire il traffico lo hanno alimentato ulteriormente.

Le Case stanno lavorando su prototipi che sono già in grado di viaggiare senza guidatore, ma la realtà - come detto - è fatta sempre più di guida assistita e non ancora di guida autonoma, che ne è l’iperbole.

Le norme vigenti in molti stati, proprio per fini assicurativi e di sicurezza, richiedono espressamente che le auto abbiano un volante e un guidatore, che assuma la responsabilità civile in caso d’incidenti. È bene quindi non fare confusione tra guida assistita e guida autonoma. La prima è ormai presente su quasi tutte le vetture premium, ed è già una realtà. Come dice esattamente il termine, supporta chi guida con una serie di dispositivi attivi e passivi che prevengono situazioni di pericolo e intervengono in caso di distrazioni. Parliamo di sistemi come la frenata di emergenza o il dispositivo che segnala l’invasione di corsia. Facciamo quindi una panoramica per vedere le ultime novità mostrate dalle Case, in occasione delle più importanti esposizioni internazionali. Mercedes ha presentato la nuova Classe E con molti dispositivi di assistenza alla guida, tanto da diventare subito uno dei modelli di riferimento sul mercato anche da questo punto di vista. La nuova berlina della Casa di Stoccarda, l’auto simbolo che ha decretato il successo del Marchio per molti anni, è stata la prima vettura ad aver ottenuto dalle autorità del Nevada la licenza per effettuare prove di guida autonoma utilizzando l’hardware di serie, con pochi aggiornamenti al software del sistema di controllo Drive Pilot, dal momento che la versione in commercio offre già le dotazioni di sicurezza necessarie. Sempre a proposito di Stati Uniti in tema di guida autonoma, lo stato del Michigan è diventato il più liberale, dopo l’aver varato una nuova legge che permette ai costruttori di collaudare su strade normali i prototipi senza tester a bordo, e persino di poter creare e gestire reti di taxi/car-sharing con queste vetture a guida autonoma.

Chiudendo la parentesi, la dotazione della Classe E comprende il Brake Assist attivo che avvisa il guidatore in caso di pericolo di collisione imminente, lo supporta durante brusche frenate, e in caso di emergenza può anche eseguire autonomamente la frenata. Il Brake Assist attivo non riconosce solo veicoli che procedono a bassa velocità, in fase di arresto o fermi, ma anche i pedoni. L’Attention Assist con regolazione della sensibilità, fornisce invece un avvertimento se rileva disattenzione e stanchezza del guidatore.  Il Crosswind Assist è un sistema di antisbandamento attivo che tiene sempre in traiettoria l’auto in caso di forti folate di vento laterali. Un fenomeno che capita spesso sulla A10, l’Autostrada dei Fiori, per esempio.  Il Drive Pilot, con cui Mercedes-Benz suggella l’attuazione della guida automatizzata,  ha diverse funzioni. Si tratta di una sorta di cruise control adattivo evoluto, che permette alla vettura di seguire da sola la corsia, gestendo automaticamente acceleratore, sterzo e freni. Azionando le frecce, la Classe E cambia corsia da sola, se i sensori le indicano che la strada è libera.  Ogni parametro può essere variato tramite una serie di comandi touch sul volante. La Classe E è in grado di comunicare automaticamente con le altre auto dotate della stessa tecnologia, anticipando situazioni di pericolo non ancora percepite dal driver.

Sicurezza attiva e passiva si integrano nel sistema PRE-SAFE®, che è in grado di riconoscere situazioni critiche e di attivare misure preventive per proteggere i passeggeri quando viene rilevato un pericolo di incidente. E’ disponibile anche il PRE-SAFE® Impuls Side: in questo caso se è rilevata una collisione laterale imminente, questo sottosistema è in grado spostare lateralmente il guidatore o il passeggero anteriore, allontanandoli dal settore di pericolo e creando così una zona di deformazione virtuale anche sui lati della vettura.

Il Parking Pilot con sistema di ausilio al parcheggio Parktronic e telecamera per la retromarcia assistita, facilita sia la ricerca di un posto che le manovre di entrata e uscita dagli spazi longitudinali e trasversali, o dal box.

Dirige automaticamente la vettura ed è in grado di sterzare e frenare se rileva ostacoli. Via Remote può essere telecondadato tramite smartphone con apposita App. In occasione dell’ultimo Salone di Parigi, Mercedes ha presentato la concept car Generation EQ, un SUV 100% elettrico, che anticipa la futura gamma eco-sostenibile ed è predisposto per la guida autonoma. Realizzato su apposito pianale innovativo, destinato ad essere la base di tutti i prodotti elettrici che nasceranno entro il 2020, e non parliamo solo di city car, ma anche di Suv, berline, coupé e altro.

Gli interni hanno un design asimmetrico della plancia e al guidatore è dedicato il display principale da 24” con soli comandi touch. Non ci sono specchietti ma telecamere e tutti i dispositivi di sicurezza elettronici varati sulla gamma della Stella. L’EQ dovrebbe arrivare nel 2019, ed entro il 2024 dovrebbero essere presentati altri sei nuovi prodotti a propulsione ecologica.

Passando ad Audi, la Marca di Ingolstadt per prima ha invece sperimentato la guida autonoma alle alte velocità e uso prestazionale, stabilendo primati all’interno di autodromi prestigiosi.Questa attività e le altre prove svolte, saranno messe a frutto nella dotazione della nuova A8 in arrivo nel 2017, all’insegna del programma Audi Intelligence.

Parliamo di tecnologia Piloted Driving, che permette di viaggiare in tutta sicurezza su lunghi tratti autostradali senza l’intervento dell’uomo, anche in questo evolvendo il concetto di cruise control adattivo.

La nuova A8, attesa al prossimo Salone di Ginevra,  avrà le funzioni di sorpasso e cambio di corsia. Secondo Audi, la grossa differenza rispetto alla concorrenza è il fatto che permetterà al conducente di staccare le mani dal volante per occuparsi di altro. Infatti i sistemi in uso oggi, sono di assistenza, non permettono a chi guida di rilasciare lo sterzo.

Il sistema della A8, stando a quanto comunicato, permetterà invece di delegare questo compito perché il sistema sarà così avanzato da poterlo fare. Sarà omologato fino alla velocità di 65 km/h e potrà eseguire tutte le manovre.

Già la nuova A5 svelata a Parigi, dispone dei sistemi di sicurezza e assistenza alla guida più recenti, inclusa la funzione Stop&Go del cruise control con Traffic Jam Assist, in grado di gestire l'auto sempre fino a 65 km/h. In pratica lavora con radar a distanza quando si è incolonnati, abbinando le funzioni del Cruise Control adattivo e del Lane Assist, che mantiene al centro della carreggiata l’auto e segue a distanza quella davanti in coda. Altri sistemi già d’utilizzo per i modelli Audi sono l’assistente alla frenata e l’assistente al parcheggio.

Questi accorgimenti erano già presenti sulla Audi e-tron quattro concept, presentata a Francoforte nel settembre 2015, dotata di tutte le funzioni di guida pilotata, inclusa l’assistenza alla guida in colonna e il parcheggio assistito. Sono dispositivi studiati per garantire sicurezza, efficienza e comodità specialmente in quei contesti in cui a volte ci si sente in sicurezza e si hanno cali di attenzione. Il leit-motiv Audi al CES 2016 di Las Vegas, era: guida pilotata, elettrificazione e connettività. In termini di connessione, i nuovi servizi “traffic sign information” e “hazard information” (per l’Europa) renderanno i nuovi modelli del Marchio parte di uno “sciame”. Il servizio “traffic light information online” (per gli USA) connetterà attraverso la rete dati cellulare, l’auto alla centrale operativa che controlla i semafori in città. E’ il principio che governerà la circolazione della macchine a guida autonoma.

Restando “in famiglia” ma guardando a Volkswagen, a Parigi è stata svelata la concept I.D., la capostipite della gamma di veicoli elettrici che sarà posta in vendita dal 2020.

Visto che dal 2025 il Gruppo VW stima che inizierà la circolazione delle prime auto a guida autonoma, la I.D. è già progettata anche per essere utilizzata in questa modalità con i necessari dispositivi. Gli interni prevedono soluzioni futuristiche, pensate con funzionalità da open space,  con il volante a scomparsa che rientra nella plancia in caso di autonomous driving. I grandi Gruppi tedeschi quando occorre sanno anche allearsi, e infatti Audi AG, BMW Group e Daimler AG (Mercedes) hanno acquisito la società olandese HERE, leader nella cartografia digitale, che ora è anche fornitore del Gruppo PSA (Peugeot, Citroën, DS).

Le vetture a guida autonoma avranno bisogno di dati precisi al centimetro per la mappa di navigazione. Attingendo in tempo reale dal database cloud di HERE, il veicolo saprà esattamente cosa lo aspetta lungo il tragitto. Questa è la base che gli occorre per valutare ogni cambiamento e movimento, così come per identificare potenziali pericoli il più rapidamente possibile. Sfruttando la ricorrenza del 100° Anniversario, BMW ha presentato l’ammiraglia  Vision Next 100, “summa” dell’auto che verrà, secondo l’azienda bavarese. Ovviamente concepita per muoversi autonomamente, è prevista la commercializzazione nel 2021. Nel frattempo tutta la tecnologia possibile è riversata sulla serie 7, la cui chiave BMW Display Key diventa un piccolo smartphone, e attiva il sistema di parcheggio autonomo in remoto con guidatore fuori dall’auto. Sempre a Las Vegas, che oramai è diventato anche il salone principe dove svelare nuovi dispositivi tecnologici in dotazione sulle auto, si è vista la i8 Concept Spyder dotata dello stesso sistema di stazionamento senza guidatore,  utile soprattutto quando gli spazi sono stretti e risulterebbe impossibile apire le porte per salire e scendere.  La manovra prevede anche comandi impartiti muovendo le braccia con uno smartwatch. Questa sportiva open-air è dotata di BMW i Vision Future Interaction, ovvero il cockpit interconnesso del futuro.
L’interfaccia utente con display ad alta risoluzione, la gestione touch e il comando vocale o gestuale AirTouch (quindi che evita materialmente di toccare il display)  teletrasportano il guidatore in un mondo nuovo.
Tre le modalità di guida: Pure Drive (guida tradizionale); Assist (con sistemi di supporto alla guida); Auto Mode (altamente automatizzata). Inoltre non ci sono specchi retrovisori, sostituiti da un inedito sistema di tre telecamere. Sempre a Las Vegas la i3 è stata guidata in modalità completamente autonoma senza pilota.

Altri costruttori come Volvo sono già avanti, tanto che con il progetto Drive Me, a Göteborg  nel 2017, metterà a disposizione di 100 clienti altrettante XC90 dotate dell’ultimo step dell’IntelliSafe Autopilot (che anche in questo caso gestisce acceleratore, freno e sterzo) per quello che si ritiene il primo esperimento pubblico di guida autonoma con auto di serie. Il progetto è condiviso con l’amministrazione comunale della città svedese, che ha fatto la sua parte per adeguare le infrastrutture e consentire l’evento. Sono state scelte strade larghe, che portano fuori città con assenza di pedoni e la velocità media di percorrenza sarà di 70 km/h.

Tesla sulla sua gamma utilizza l’Autopilot. Con le funzioni Pilota Automatico, aggiunge nuove funzionalità in modo che l’auto adeguerà la sua velocità alle condizioni del traffico, resterà all'interno di una corsia, cambierà automaticamente lato senza l'intervento del conducente, sceglierà un'autostrada e vi uscirà prima di arrivare a destinazione, parcheggerà da sola in prossimità di uno spazio libero ed entrerà o uscirà autonomamente dal garage.
Dichiara Tesla, che la convalida e l'implementazione del software del Pilota Automatico avanzato Tesla sono previste nel mese di dicembre del 2016 e avverranno con un aggiornamento via internet, previa approvazione da parte delle autorità competenti. Staremo a vedere.

A Los Angeles Hyundai ha presentato la nuova Ioniq, elettrica, ibrida, plug-in, nella versione prototipale a guida autonoma: Hyundai Ioniq Autonomous concept è il suo nome. Hyundai ha sviluppato un suo sistema di gestione integrando la tecnologia LiDAR di rilevamento a distanza con il radar dello Smart Cruise Control e le telecamere del Lane Keep Assist. Questa soluzione permette di contenere i costi, con la possibilità di essere applicata su modelli di grande diffusione a prezzi competitivi. La sorella Kia ha già pronta la nuova Niro ibrida con tecnologia assistita Drive Wise, Lane Keep Assist System, Smart Cruiose Control, Autonomous Emergency Braking.Se prima abbiamo dato uno sguardo al fronte tedesco, passiamo ora a quello francese. A Parigi Renault ha presentato la concept TreZor elettrica e autonoma. Infatti può essere guidata in tre modalità: standard, sport e autonoma. Con la presenza di un comando (Multisense) che se azionato fa sparire il volante, affidando la guida interamente al veicolo. Per accedere all’abitacolo, si apre la parte superiore dello stesso. E’ dotata di uno sterzo abbinato a tre diversi display, e il volante automodifica la sua dimensione in base alla modalità di guida. Piccolo e compatto quando è il pilota a gestire la vettura; più grande, si allarga automaticamente, per offrire la visione panoramica dei display di bordo, quando il computer prende il controllo.

Per Peugeot con i nuovi SUV Peugeot 5008  e 3008, numerosi gli equipaggiamenti di sicurezza, di serie o opzionali: Advanced Grip Control, con l’inedita funzione Hill Assist Descent Control (HADC), Active Safety Brake e Distance Alert. 

Il Gruppo PSA è stato tra i primi a testare la guida autonoma su strade aperte al traffico, tra la Francia e la Spagna con veicoli dei suoi tre marchi. I livelli di autonomia sulle auto sono classificati in cinque categorie. Il livello base è quello “hands on” che prevede un guidatore al volante; “hands off” (come le Citroën C4 Picasso dei test PSA); “eyes off” (non serve guardare dove si sta andando); “mind off” (non ci si deve preoccupare di niente); infine “driversless” a guida autonoma, senza neanche il conducente a bordo.

Le prime prove si sono svolte con un sistema definito “hands off”, vale a dire che al posto del guidatore è seduto un tecnico PSA) ma non interviene nella guida se non in casi di emergenza. L’obiettivo era quello di verificare situazioni in cui la guida autonoma potesse essere un pericolo e risolvere il problema modificando i software di gestione. Ora i test sono passati allo step successivo. Un costruttore molto attivo nella guida autonoma è anche Nissan, che ha mostrato la sua Concept IDS (Intelligent Driving System) nel corso del 2016 e prevede di presentare il relativo modello di serie nel 2020. Nissan Intelligent Mobility, rappresenta la visione a lungo termine della mobilità del futuro, supportata da importanti investimenti in ricerca e sviluppo, che sposa la teoria della nuova era a zero emissioni, zero incidenti stradali e connessioni interattive con le “smart cities” Nissan è leader nella tecnologia di massa con il suo pacchetto Safety Shield, che include soluzioni come l’avviso cambio di corsia involontario, il sistema di frenata di emergenza con dotazioni di sicurezza e di prevenzione del rischio, poi il controllo della stabilità e dei sistemi di guida ad alta affidabilità. Gli automobilisti possono contare su veicoli in grado di riconoscere potenziali pericoli e reagire di conseguenza.

Nei prossimi quattro anni la Casa nipponica avvierà un programma di guida autonoma con la tecnologia Piloted Drive diviso in tre fasi, grazie a tecnologie sempre più sofisticate. I sistemi saranno disponibili su modelli destinati a prezzi accessibili, con il primo lancio previsto quest’anno in Giappone. Le tre fasi:

  1. Single-line control” (2017 in Europa): permette ai veicoli di essere condotti autonomamente e in piena sicurezza all’interno di specifici parametri di velocità e in condizioni di traffico autostradale molto congestionato. Questa tecnologia permette di mantenere la traiettoria e la distanza all’interno della stessa corsia.

  2. Multiple-lane control”: l’auto sarà in grado di gestire autonomamente i potenziali pericoli e cambiare corsia durante la guida in autostrada.

  3. Inner-city” (entro il 2020): consentirà ai veicoli di affrontare in città gli incroci senza l’intervento del conducente.  

Il primo modello Piloted Drive Nissan Qashqai sarà lanciato in Europa nel 2017 e avrà il “single lane control”. Questa tecnologia permette ai veicoli di essere condotti autonomamente e in piena sicurezza all’interno di specifici parametri di velocità e in condizioni di traffico autostradale molto congestionato.

Ford sta lavorando in maniera diversa. E’ stata tra i primi costruttori a iniziare a sviluppare la guida autonoma negli USA e il prossimo anno lo farà anche sulle strade europee. Sta collaborando con diverse realtà della new-economy e ha dichiarato di avere come primo obbiettivo la creazione nel 2021 di un sistema di taxi robotizzato con auto autonome per il trasporto pubblico. Innanzitutto per il costo che avranno queste vetture, poi perché rappresentano un’esigenza e un’opportunità reale di business nel trasporto pubblico. Infatti secondo Ford, ma anche secondo tanti addetti ai lavori, è in questo ambito che si vedrà il primo “fiorire” della guida autonoma. Sempre attiva nella ricerca di nuove tecnologie da condividere anche con altre realtà, Ford nei mesi scorsi ha preparato una Fusion (una Mondeo) in grado di viaggiare nel buio e senza strisce sull’asfalto, basandosi sulla tecnologia Lidar di rilevamento a distanza e mappe tridimensionali.

Toyota e Lexus stanno egualmente sviluppando la guida autonoma in Giappone e parallelamente seguono progetti ambiziosi come quello mostrato sulla concept Lexus UX, con un sistema 3-D per i comandi.

Restando in Giappone, Honda propone il pacchetto Honda Sensing per garantire la massima sicurezza alla guida. Sfrutta radar e telecamere di bordo per gestire tutta una serie di nomi in inglese: Collision Mitigation Braking System, Forward Collision Warning, Lane Departure Warning, Road Departure Mitigation, Lane Keeping Assist, Intelligent Adaptive Cruise Control, Traffic Sign Recognition, Intelligent Speed Assistance, Blind Spot Information, Cross Traffic Monitor e Multi-ange Rear View Mirror.

Non parliamo ancora di guida robotizzata per la nuova la Giulia Veloce, ma a livello di dotazioni il pacchetto di sistemi di sicurezza include il Forward Collision Warning con Autonomous Emergency Brake e il riconoscimento dei pedoni, l'Integrated Brake System, il Lane Departure Warning e il Cruise Control.

Chi ha sorpreso veramente tutti però, è la svizzera Rinspeed, che sviluppa tecnologia da fornire poi alla case automobilistiche. Ha già realizzato il primo prototipo funzionante a guida autonoma di urban car, la Oasis, sicura vedette dei prossimi CES di Las Vegas e Salone di Detroit 2017.