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CVO: fiscalità 2008

Per saperne di più in tema di fiscalità e ricevere la nuova brochure CVO 2008, dedicata alla fiscalità, scrivi al seguente indirizzo: cvo@arval.it

FAQ

Arval può fatturare una parte del canone mensile di noleggio alla società cliente ed una parte direttamente al dipendente di detta società?

In base alle norme generali IVA, Arval non ha un valido titolo giuridico per emettere fattura nei confronti dell'utilizzatore, in quanto il soggetto che effettua la prestazione del servizio deve emettere fattura nei confronti del committente del servizio e il solo committente è la società che ha stipulato il contratto.
Inoltre, in caso di doppia fatturazione, il Cliente perderebbe il beneficio fiscale connesso all'assegnazione in uso promiscuo dell'auto al dipendente; infatti:

  • con riferimento alle imposte dirette, se una vettura aziendale è utilizzata dai dipendenti dell'impresa per ragioni sia di lavoro che private l'impresa che sostiene i costi di noleggio può dedurre tali costi quasi integralmente (90% in luogo del 40%). Un altro importante vantaggio (forse quello più rilevante per le autovetture di grossa cilindrata e quindi di costo elevato), rispetto alla fattispecie ordinaria, si rinviene nell'assenza di un qualsiasi limite massimo al valore del veicolo ai fini del calcolo della quota deducibile (non vale quindi il limite annuo di euro 3.615,20 alla deduzione del canone finanziario).
  • Con riferimento alle imposte indirette: per l'azienda è più conveniente riaddebitare ai dipendenti l'utilizzo privato dell'autovettura direttamente. In questo caso, se l'azienda assolve l'IVA su una base imponibile almeno pari a quella fissata dalle tabelle ACI in corrispondenza di una percorrenza convenzionale di 4.500 Km/annui (15.000 km considerati al 30%) è consentita la detrazione integrale dell'imposta, ovvero il 100% in luogo del 40% (il veicolo si considera come utilizzato a fini esclusivamente professionali). Se invece fosse Arval a fatturare distintamente all'Impresa e al dipendente dell'impresa, la parte di canone fatturata all'impresa sarebbe per l'impresa deducibile al 40% nei limiti di importo posti dall'art. 164 TUIR e l'IVA detraibile al 40%. Quanto poi alla parte fatturata da Arval al dipendente dell'impresa cliente, non sarebbe possibile né deduzione (dei costi) né detrazione (dell'IVA) alcuna.

Quando l'auto è destinata dall'azienda in uso promiscuo a favore del dipendente, egli riceve un compenso in natura che costituisce “fringe benefit”. Come si calcola il valore del fringe benefit?

Se il dipendente riceve un veicolo a uso promiscuo, il valore imponibile del fringe benefit è pari al 30% dell'importo corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15.000 km, determinabile sulla base di un costo chilometrico stabilito dalle tabelle nazionali che l'Automobile Club d'Italia deve elaborare entro il 30 novembre di ciascun anno e comunicare al Ministero delle Finanze (ora Agenzia delle Entrate) che provvede alla pubblicazione entro il 31 dicembre, con effetto dal periodo di imposta successivo (art. 51, c.4 TUIR).
Qualora il modello di veicolo utilizzato promiscuamente dal dipendente non sia compreso tra quelli inclusi nelle tabelle ACI, l'importo del fringe benefit da assoggettare a tassazione dovrà essere determinato prendendo a riferimento la tariffa ACI relativa al veicolo presente nella tabella che per tutte le sue caratteristiche risulta più simile al modello in questione. Queste caratteristiche di cui si parla nella normativa non sono specificate: ciascuno si regola come meglio crede, rimanendo ovviamente in ambiti accettabili (non sarà possibile prendere il costo chilometrico di una 500 per una Ferrari non presente, potendo addurre il fatto che fanno parte dello stesso gruppo costruttore).
I parametri a cui consigliamo di far riferimento sono: alimentazione, cilindrata, potenza in cavalli.

Qual è il trattamento fiscale di anticipo e deposito cauzionale?

L'anticipo ha natura di canone, infatti il versamento dello stesso riduce l'ammontare del canone periodico.
L'anticipo pagato dal cliente abbatte il valore dell'investimento e quindi va a ridurre la parte di canoni relativa all'auto e non ai servizi: l'anticipo riduce il canone finanziario.
Il limite di deduzione dei canoni di noleggio per la parte di canone finanziario è di € 3.615,20 all'anno, quindi, il canone fatturato al cliente come anticipo andrà a concorrere al raggiungimento del suddetto limite per la deducibilità.
Ai fini iva, l'anticipo è soggetto all'aliquota ordinaria del 20%.
Quota parte dell'anticipo viene restituita da Arval al Cliente solo in caso di cessazione anticipata del contratto.
L'anticipo (ovvero, per meglio dire, la quota di esso) può servire ad Arval per compensare debiti del Cliente nei suoi confronti solo in caso di cessazione anticipata del contratto (e non alla naturale scadenza contrattuale quando detta quota, appunto, è oramai pari a zero).

Il deposito cauzionale è una somma versata dal Cliente "a garanzia".
Nel contratto Arval il deposito è infruttifero e viene restituito al Cliente stesso solo a fine contratto e previa verifica del corretto adempimento delle obbligazioni contrattuali.
Il deposito cauzionale può sempre servire ad Arval per compensare debiti del Cliente nei suoi confronti.
Il deposito non rientra nell'ambito delle operazioni soggette all'applicazione dell'iva, ai sensi dell'art. 2 del D.p.r. 633/72.

Gli autocarri godono della piena deducibilità dei costi. Ma quali sono i criteri per cui un veicolo può definirsi tale dal punto di vista fiscale?

Nel caso in cui il veicolo è autocarro gode della piena deducibilità dei costi, mentre nel caso sia una autovettura la % di deducibilità può variare dal 100% al 40%.

Nel 2006 il Governo ha emanato una specifica disposizione per colpire le immatricolazioni "di comodo", in particolare quei veicoli che vengono immatricolati ad uso autocarro al solo fine di conseguire dei vantaggi di natura fiscale. In sostanza, sono stati fissati dei criteri per verificare se dal punto di vista della disciplina fiscale un veicolo immatricolato autocarro possa essere considerato tale o, piuttosto, un'autovettura.

Per procedere alla verifica occorre:
1) Reperire il libretto di circolazione del veicolo, perché da lì si possono ricavare tutti i dati necessari per effettuare il controllo.

2) Verificare dal libretto la tipologia dell'immatricolazione, il codice di carrozzeria ed il numero dei posti. Secondo quanto stabilito dalla norma, la possibile assimilazione dell'autocarro all'autovettura si ha se risultano i seguenti 3 elementi:
- immatricolazione come N1;
- codice carrozzeria F0;
- 4 o più posti.
L'assenza di uno solo di questi 3 elementi (es. il veicolo consente il trasporto di solo 3 persone oppure ha un codice carrozzeria diverso da F0) non fa scattare l'applicazione della disposizione che assimila tale veicolo ad una autovettura.

3) In presenza di tutti e tre gli elementi, l'assimilazione è possibile, ma occorre effettuare un ulteriore conteggio dato dal rapporto tra potenza motore e portata,
applicando la seguende formula:
I=[Pt (KW)]/[Mc - T(t)] > o uguale a 180 *
Solo se il risultato della formula è pari o superiore a 180 l'autocarro deve essere considerato fiscalmente al pari di un autovettura.

Che differenza c'è, ai fini del calcolo delle imposte sui redditi, tra il contratto di noleggio e il contratto di leasing? Ci sono limitazioni specifiche alla deducibilità ai fini IRAP dei canoni di noleggio?

I canoni del noleggio sono assimilati a quelli di locazione, così come si evince dalla circolare 48/e del 1998 che definisce i contratti di noleggio "come dei contratti misti nei quali la causa economica prevalente è rappresentata dalla locazione dei veicoli".
Pertanto, non esiste nei canoni di noleggio una distinzione tra quota interessi e quota capitale, così come non esiste nei canoni di locazione.
Il concetto è lo stesso, sia ai fini IRES sia ai fini IRAP.
E' per questa ragione che l'art. 96 del TUIR non menziona gli interessi derivanti da contratti di noleggio, ma solo quelli derivanti da contratti da locazione finanziaria.
Pertanto, ai fini della predisposizione della dichiarazione dei redditi, non è necessario alcun piano di ammortamento del contratto di noleggio (il piano di ammortamento è necessario per i soli contratti di leasing).

Quale valore dell'auto deve essere preso in considerazione per la compilazione degli studi di settore all'interno della dichiarazione dei redditi?

Ai fini della compilazione dei modelli per gli studi di settore, deve essere indicato il valore di ogni bene strumentale (tranne gli immobili) utilizzato per l'esercizio dell'attività, sotto qualsiasi forma giuridica: proprietà, comodato, locazione finanziaria, locazione e quindi noleggio.
Per i beni presi in locazione, deve essere considerato il valore normale al momento dell'immissione dell'attività.
Per valore normale, così come definito ai sensi dell'art. 9, c. 4 del TUIR, "si intende il prezzo o corrispettivo mediamente praticato per i beni della stessa specie o similari in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione nel tempo e nel luogo in cui i beni o servizi sono stati acquisiti o prestati... Per la determinazione del valore normale si fa riferimento... ai listini del soggetto che ha fornito i BENI e in mancanza ai listini alle Camere di commercio.."

Il Cliente deve pertanto indicare negli studi di settore il valore di mercato del veicolo al momento in cui gli è stato dato a noleggio e non il costo sostenuto da Arval per l'acquisto di detto veicolo.
Il valore dell'auto deve essere ragguagliato alla % di deducibilità fiscale.