VEICOLI COMMERCIALI: ASSET STRATEGICO PER LE AZIENDE

VEICOLI COMMERCIALI: ASSET STRATEGICO PER LE AZIENDE

Mondo Arval
Giovedì, 25 Giugno, 2020

I veicoli commerciali, anche nella fase di emergenza legata al Covid-19, hanno continuato ad essere in larga parte operativi in diversi settori di attività, tra cui le società di utilities, il settore medico e farmaceutico, il retail e le consegne a domicilio, attestandosi come un segmento fondamentale per il tessuto economico.
L’importanza dei veicoli commerciali è confermata anche da una ricerca* che Arval Mobility Observatory, l’osservatorio sulla mobilità di Arval, ha realizzato in collaborazione con il centro studi Econometrica, volta ad analizzare gli aspetti principali della gestione degli LCV da parte dei fleet manager.
Dall’indagine, infatti, emerge in primo luogo che i veicoli commerciali rappresentano oltre un terzo della flotta totale delle aziende intervistate (36%) attestandosi come un asset strategico per molte di loro.
Uno dei più importanti trend da evidenziare riguarda i metodi di finanziamento: la modalità più diffusa per avere in flotta gli LCV è il noleggio a lungo termine (45%), seguito da acquisto in contanti (30%), acquisto con finanziamento (13%) e leasing (12%). Numeriche che dimostrano come le aziende, indifferentemente dalla grandezza della propria flotta, prediligano l’utilizzo dei mezzi piuttosto che il loro possesso, confermando una maggiore richiesta delle forme alternative alla proprietà, come il noleggio o il leasing.
Il tempo medio di permanenza in flotta degli LCV è pari a 6 anni e 1 mese, che scende a 4 anni considerando solamente i mezzi noleggiati.
Sicurezza, monitoraggio ed efficientamento della flotta sono i principali obiettivi che i fleet manager dichiarano di perseguire con il ricorso ai servizi per la gestione delle flotte basati sulle innovazioni tecnologiche.
Gli strumenti capaci di proteggere i driver nei loro spostamenti sono ritenuti strategici nell’85% dei casi e con un punteggio medio di 8.1, mentre gli alert sulla manutenzione in tempo reale sono apprezzati dal 73% delle aziende con un voto medio di 7.6.
Monitoraggio ed efficientamento sono invece garantiti dai servizi di generazione di KPI periodici (consumi, chilometraggio, tipologia di utilizzo), giudicati importanti dal 73% degli intervistati, e da quelli di geolocalizzazione che, con un punteggio di 6.2, risultano molto apprezzati da oltre la metà delle aziende intervistate (51%).
L’attenzione verso la sicurezza è confermata dalla crescente diffusione degli ADAS, i sistemi avanzati di assistenza alla guida, anche nelle flotte LCV. Tra i vari sistemi, il più gettonato è la frenata d’emergenza automatica (indicata come obbligatoria dal 35% delle aziende), capace di ridurre in modo significativo gli incidenti e prevenire la sicurezza del driver così come la merce o le strumentazioni trasportate. L’indicatore di sovraccarico viene considerato
d’obbligo nel 31% dei casi, mentre l’avviso di collisione e il sistema di mantenimento della carreggiata sono fondamentali rispettivamente nel 25% e nel 24% dei casi. Meno frequente l’adozione del sistema di sorveglianza dell’angolo cieco (16%).
Nonostante la crescente diffusione di questi sistemi, molti passi in avanti vanno ancora fatti sul fronte sicurezza prima dell’entrata in vigore della nuova regolamentazione che li renderà obbligatori a partire dal 2022. Infatti, solo il 5% delle aziende intervistate ha deciso di dotare i propri veicoli con tutte e cinque queste tecnologie, mentre il 41% non ne adopera nessuna.
Sempre più sviluppi tecnologici sono previsti, non solo dal punto di vista della sicurezza, ma anche sul fronte delle nuove forme di alimentazione. Un altro argomento di grande interesse è, infatti, la transizione green delle flotte LCV: l’85% dei veicoli commerciali oggetto della rilevazione è alimentato con motori tradizionali, mentre il restante 15% si muove con energie alternative, di cui il 3% sono mezzi elettrificati. Questi rappresentano il vero nuovo campo di esplorazione per tutte quelle aziende che ambiscono a un corretto mix di alimentazioni in flotta.
L’indagine analizza poi altri aspetti legati alla gestione delle flotte LCV, come gli allestimenti e la loro manutenzione, i chilometri e i tragitti percorsi, le modalità di utilizzo.
Il futuro delle flotte LCV, secondo la ricerca, passa quindi da un maggior utilizzo dei mezzi a scapito del loro possesso, dalla sempre maggior diffusione di strumenti e tecnologie per la sicurezza dei driver e per il monitoraggio e l’efficientamento delle flotte e dalla transizione energetica verso alimentazioni green. Il crescente e progressivo passaggio dalla proprietà all’uso supporterà questo strategico cambiamento.
È possibile scaricare l’indagine completa cliccando qui.

* La ricerca
300 interviste CATI realizzate tra gennaio e febbraio 2020 ad aziende di 5 diversi settori merceologici: alimentare (20%), logistico (20%), farmaceutico (20%), edilizio (10%) e altro, quali energia, facility management, hi-tech, multi-utility, comunicazione, ICT, elettronica (30%), con un parco gestito di 83.874 mezzi (PC+LCV), con una media di 280 mezzi per flotta, di cui il 36% composto da veicoli commerciali (di cui l’88% fino a 35 quintali e il 12% da 35 a 60 quintali).